C’è un filo sottile che attraversa il tempo, i ricordi e le emozioni. È il filo che Caterina ha imparato a seguire sin da bambina. Nella casa di Marsala, era tessuto dal profumo del lino e dalla voce dolce della Nonna.
Caterina aveva appena tre anni quando restava incantata a guardare le mani esperte di sua Nonna ricamare il corredo per la zia. Gesti pazienti, quasi rituali, trasformavano un semplice tessuto in un piccolo capolavoro.
Tra le pagine delle riviste *Mani di Fata* e *Rakam*, che la Mamma comprava ogni mese, Caterina iniziava a sognare. Ogni schema, ogni punto, ogni colore le parlava di un mondo fatto di bellezza e tradizione.
Il primo Natale “da ricamatrice” arrivò presto: un quadretto a mezzo punto per principianti, dono della Nonna. Da quel momento, l’ago e il filo diventarono i suoi compagni di viaggio, silenziosi e fedeli.
A sei anni, con un grembiule in tela aida da personalizzare a punto croce, Caterina scoprì la verità: dietro ogni ricamo c’era pazienza, amore, dedizione. Anche qualche puntura di ago, certo, ma sempre con il sorriso.
Durante le estati della sua infanzia, nei campi scuola delle suore, Caterina imparò che la creatività non ha confini. Ricamo, pittura su stoffa e vetro, pirografia, perline: ogni tecnica era un nuovo linguaggio per raccontare se stessa.
Crescendo, l’amore per le lingue e la cultura la portò all’Università di Urbino. La sua tesi sui Samplers le rivelò un segreto affascinante: il ricamo è stato, nel corso dei secoli, un potente strumento di istruzione e libertà per le donne.
Oggi Caterina vive a Chiaravalle, la città di Maria Montessori, dove insegna ai bambini con la stessa passione con cui un tempo imparava da sua Nonna. Il filo sottile si era trasformato in un ponte.
Il suo progetto, *Arte del Ricamo*, nasce dal desiderio di creare un luogo d’incontro tra generazioni, culture e creatività. Un filo che oggi corre anche sul web, tessendo relazioni e bellezza sul nuovo telaio digitale.
“L’arte del ricamo è un dono da tramandare,” dice Caterina, “perché ogni punto racconta una storia, ogni filo custodisce un’emozione.” E così, il viaggio continua, nel segno di una creatività che è la sua forma di gentilezza più autentica.