Elara amava il suo giardino, ma era anche curiosa del mondo al di là dei suoi fiori. Aveva appena comprato un computer e, con un po' di timore, aveva aperto la sua casella di posta elettronica per la prima volta.
Un'email spuntò, luccicando. Sembrava importante. "Avviso urgente!" diceva l'oggetto. "Il tuo conto è in pericolo!" Il mittente era un nome strano, pieno di numeri e lettere a caso.
Lontano, nell'ombra del cyberspazio, Sir Phish si strofinava le mani. Era un'ombra viscida, fatta di argilla scura, che aspettava che Elara cadesse nella sua trappola.
Elara si fermò. Qualcosa non andava. Le sembrava troppo urgente, troppo minaccioso. Si ricordò delle parole del suo amico, Gnomo Saggio: "Se qualcosa ti sembra troppo bello per essere vero, o troppo spaventoso per essere vero, probabilmente non lo è."
Apparve Gnomo Saggio, il suo cappello a punta fatto di muschio e la barba di lana grigia. "Guarda attentamente, Elara," disse. "Il mittente non è chi dice di essere. E vedi quel link? È un sentiero che non porta da nessuna parte di buono."
Gnomo Saggio spiegò che il link era come una porta dipinta su un muro. Sembrava una porta, ma non portava alla banca. Portava alla tana di Sir Phish.
Elara capì. Non era spaventata, ma arrabbiata. Sir Phish stava cercando di ingannarla! Non avrebbe cliccato su quel link.
Con un click deciso, Elara spostò il mouse e cancellò l'email. L'avviso urgente si dissolse in una nuvoletta di fumo digitale. Lontano, Sir Phish si accartocciò su se stesso, la sua forma viscida che si sgonfiava per la rabbia.
Elara si sentì orgogliosa. Aveva protetto il suo giardino digitale. Non aveva bisogno di avere paura del mondo online, doveva solo essere attenta e usare il buon senso.
E così, Elara continuò a esplorare il mondo online, ma non dimenticò mai la lezione di Sir Phish. Perché nel cyberspazio, come nel giardino, è sempre bene sapere quali semi piantare e quali erbacce strappare.